Yoga per famiglie

Dalla nascita al gattonamento

Dalla nascita al terzo mese di vita, una lezione di yoga si concentra sulla mamma, il papà o il caregiver e sul favorire la loro connessione con il bambino o alla bambina. Per alcune persone questa connessione viene normale, per altre meno. Soprattutto quando si è neogenitori, le paure possono essere tante e la sensazione di non essere capaci grande…

Esercizi di yoga non sono appropriati per questa età, ma è possibile massaggiare il bambino, coccolarlo e tenerlo vicino mentre si pratica. Ed ecco che piano piano quella connessione si può formare o più rinforzarsi. E se si fa fatica, non è un problema perché l’ambiente è non giudicante, aperto a chiunque, sicura o insicuro, esausto o piena di energie. Ogni coppia adult*-bambin* è accolta così come è… e come può essere!

Lo yoga per i caregiver è uno yoga dolce, che permetta alle mamme di rinforzare pelvi e addome dopo la gravidanza e che permetta di sciogliere le tensioni che si creano tenendo in braccio il bambino, allattando, dormendo poco… e magari male.

Dai tre mesi a quando iniziano a gattonare, le bambine possono essere stimolate direttamente attraverso alcune posizioni e alcuni movimenti più specifici. La pratica per i caregiver rimane simile, perché le tensioni probabilmente ci saranno ancora, la stanchezza anche, e il bisogno di prendersi del tempo per sé senza sentirsi in colpa è sacro.

Benefici:

  • attraverso il massaggio, il corpo del bambino riceve stimoli esterni che permettono al suo sistema nervoso di maturare e sperimenta la vicinanza con il suo genitore e il suo tocco gentile (no, i bimbi piccoli non si rompono se li tocchiamo!)

  • attraverso il massaggio, il genitore può conoscere meglio la figlia e sentirsi più capace nel capirne i segnali e nell’ aiutarla in caso di necessità (sì, anche quando non si capisce proprio quale possa essere il problema!)

  • la relazione adulta-bambino viene potenziata, viene favorito un attaccamento sicuro ed entrambe le parti si sentono bene e rilassate (o “un po’ meglio” e “un pochino più rilassate”)

  • sia il massaggio che le posizioni di yoga aiutano a rinforzare la muscolatura, a prepararsi per il movimento, a ridurre potenzialmente le coliche; stimolano il corpo e la mente; possono favorire il rilassamento e quindi il sonno, riducendo potenzialmente il pianto (non permetto miracoli, purtroppo)

  • stimolano tutti i sensi e i sistemi corporei (si può fare yoga anche mentre si allatta!)

  • stimolano il sistema vestibolare e il sistema propriocettivo, che sono importanti per il movimento, la percezione del proprio corpo e della sua relazione con lo spazio e la gravità, il coordinamento dei movimenti del corpo (e le bambine piccole di solito adorano il “vola vola volaaa”)

  • permettono di stare in posizione prona e di prepararsi al gattonamento e di vedere il mondo da un’altra prospettiva; permettono di stimolare entrambi gli emisferi cerebrali con movimenti in diagonale che sorpassano il centro del corpo (e se il tummy time proprio non piace? Va bene così, si seguono e rispettano i segnali del bambino)

  • dopo la gravidanza, lo yoga aiuta a tonificare pelvi e addome e a ritornare in connessione con il proprio corpo, inevitabilmente cambiato in quei mesi (e, lo so bene, a volte ci sembra cambiato in peggio… possiamo lavorare sull’accettazione. O no, se non siamo pronte)

  • attraverso semplici esercizi, si sciolgono tensioni nervose, ci si muove, si imparano tecniche per mantenere la calma e per rilassarsi in quei momenti in cui si è fermi con un bambino in braccio (che non devono per forza essere noiosi)

  • attraverso la condivisione (non obbligatoria) e il sostegno ad altri genitori o caregiver, ci si può sentire meno soli nelle proprie difficoltà, più aperti ad ammetterle, più sicuri che si sta facendo un buon lavoro (non esiste il genitore perfetto, si fa quel che si può con gli strumenti che si hanno… e altri strumenti si possono acquisire!)

  • attraverso brevi tecniche di rilassamento, si può imparare a prendersi cura di sé in qualsiasi situazione (no, non è obbligatorio restare sedute o distesi a meditare… siamo pur sempre genitori di bimbi piccoli!)

  • l’uso di canzoni stimola il linguaggio, la curiosità e la connessione con l’adulta di riferimento (ma no, non è obbligatorio cantare!)

Una lezione tipo comprende: saluto e chiacchierata iniziale, riscaldamento dei caregiver, massaggio o riscaldamento della bambina, movimenti per bambini e per genitori, movimenti in piedi, rilassamento, chiusura e chiacchierata (opzionale) finale. E dura un’ora e mezza circa.

Importante: niente è obbligatorio! Né per l’adulta né per il bambino. Se il bambino dorme, è giusto che continui a dormire. Se la bambina ha fame, è giusto che venga nutrita. Se il bimbo non vuole essere massaggiato, si può guardare e provare a casa in tranquillità. Se la bimba piange, non c’è bisogno di vergognarsi… a chi non è capitato?! Se ci si vergogna a cantare o a fare qualcosa di ciò che viene proposto, è legittimo. Anche io non amo cantare, lo ammetto… Possiamo provarci, consapevoli del fatto che nessuno giudicherà ciò che facciamo, o possiamo lasciare che siano gli altri a cantare e aspettare di vedere se un giorno (o a casa) ci sentiremo più a nostro agio.

Queste lezioni possono essere fatte in gruppo di persona, in gruppo online, da soli (come famiglia) di persona, da soli (come famiglia) online. In italiano ma anche in inglese. Interessat*?

Dal gattonamento al cammino

In questa fascia, le lezioni diventano più dinamiche e, probabilmente, un po’ più confusionarie! Le bambine sono libere di gattonare e muoversi in giro e gli adulti sono liberi di rilassarsi e chiudere (se vogliono) gli occhi, sapendo che i bambini saranno controllati a vista e al sicuro. Un lusso, no?

Esistono esercizi che possono stimolare il passaggio alla posizione in piedi in sicurezza e che possono stimolare la camminata. Si possono iniziare a fare alcune semplici posizioni in coppia, coinvolgendo di più i bambini, visto che avranno un controllo maggiore del proprio corpo.

La struttura della classe rimane simile, senza il massaggio, e la lezione dura meno, un’ora circa. Perché “circa”? Perché i bambini iniziano a essere imprevedibili e non sempre le cose vanno per il verso giusto… il che è una grande lezione di vita e un modo per imparare insieme a trovare soluzioni e tecniche per rilassarsi e lasciar andare quando il mondo (e i figli) non collabora.

Dal cammino ai 18 mesi

Dal momento in cui le bambine iniziano a camminare, chi le ferma più? Le lezioni diventano decisamente ancora più dinamiche, anche con il coinvolgimento degli adulti. Si usano ancora di più le canzoncine (che ci piaccia o meno…) e si inseriscono nella pratica attività per imparare le parti del corpo e che utilizzino gesti quotidiani come il salutare. Le posizioni da fare insieme agli adulti diventano ancora più coinvolgenti e i bambini hanno uno spazio per sperimentare il movimento e ciò che il loro corpo può fare ora che hanno raggiunto la posizione eretta.

Le adulte potranno continuare con la loro pratica ed è anche qui previsto un rilassamento finale… anche se può sembrare una utopia, con bambine di questa età!

La lezione dura un’ora circa.

Dai 18 mesi ai 3 anni

I bambini sono diventati ancora più indipendenti e hanno sempre più voglia di sperimentare. Non tutti si sentiranno a proprio agio a partecipare alla lezione, magari con grande frustrazione del loro adulto di riferimento, ma non per questo non stanno imparando. Succede spesso che le attività viste durante la pratica vengano riprodotte poi a casa spontaneamente… non tutto è perduto! E se anche fosse, quell’ora di comunità e cura di sé che l’adulta si può regalare è un motivo più che valido per godersi la lezione a prescindere dalla partecipazione della prole (che si sa, inizia a dire “no” sempre più spesso…).

A questa età, i bambini iniziano a esplorare l’equilibrio, i salti, la corsa. Sono utili attività che li stimolino a muoversi con diverse velocità e a imparare a fermarsi, che permettano di sperimentare diversi movimenti (rotolare, saltellare, gattonare…), che incoraggino la fantasia e lo sviluppo del linguaggio (sì, ancora canzoni, non ce ne libereremo mai!).

L’adulto continua a essere coinvolto, anche forse più di prima, e ad avere la possibilità di muoversi, ridurre la tensione, imparare tecniche per regolarsi, aiutare la figlia a regolarsi e rinforzare la co-regolazione. Quindi ci sarà spazio per apprendere semplici tecniche di respirazione che possano calmare, attivando il sistema nervoso parasimpatico, tutte le parti coinvolte (perché si sa, a volte mantenere la calma davanti alla disregolazione dei figli è davvero, davvero difficile).

La lezione dura 45 minuti circa e può diventare molto confusionaria. Eppure, la nota positiva è che, nella confusione di bambini che giocano insieme o corrono qua e là, i genitori possono parlare e sfogarsi e condividere i grattacapi di quella che può essere una fascia d’età difficile da capire e aiutare a crescere… e le gioie, ovviamente!

In questa fascia d’età, è possibile proporre la pratica anche in piccoli gruppi di soli bambini. In questo caso, la lezione durerà solo mezz’ora (che probabilmente sembrerà durare un’eternità) e richiederà una variazione costante di attività per mantenere l’attenzione dei bambini.

Può essere proposta anche a gruppi di bambini più grandi, all’interno di strutture come l’asilo nido o il servizio Tagesmutter, con l’aiuto di educatrici ed educatori che vengono attivamente coinvolti.

Tutte queste lezioni possono essere fatte in gruppo di persona, in gruppo online, da soli (come famiglia) di persona, da soli (come famiglia) online. In italiano ma anche in inglese. Interessat*?

Yoga per bambin* dai 3 anni in su

Una volta compiuti 3 anni, molto spesso bambine e bambini si ritrovano a fare sport o attività da soli, senza genitori o adulti di riferimento. Viene così persa la possibilità di fare attività organizzata in famiglia. Ed ecco che viene in soccorso lo yoga per famiglie, che può essere praticato a qualsiasi età.

Lo yoga per famiglie può aiutare genitori e figl* a capirsi meglio a vicenda e a trovare delle strategie comuni per affrontare la vita quotidiana e le sfide che pone a ogni età. Le tecniche di respirazione possono rivelarsi sempre utili, sia che siano usate dai genitori che da* figl*. E passare un’ora insieme può aiutare a rafforzare i legami, soprattutto se in uno spazio sicuro e non giudicante.

Poco importa che i bambini e le bambine siano alle scuole dell’infanzia, alle scuole elementari o se siano già in preadolescenza e adolescenza… la necessità di connessione rimane e le possibilità di crearla spesso diminuiscono nel tempo. Chissà che posizioni di coppia e rilassamento insieme non possano aiutare!

Tutte queste lezioni possono essere fatte in gruppo di persona, in gruppo online, da soli (come famiglia) di persona, da soli (come famiglia) online. In italiano ma anche in inglese. Interessat*?

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