Altri tipi di yoga in cui sono formata

Yoga nidra

Questo tipo di yoga, chiamato anche “sonno yogico”, permette di entrare in uno stato liminale fra il sonno e la veglia. Durante lo yoga nidra, il cervello presenta onde alpha (che si trovano durante la veglia quando si medita o si sogna ad occhi aperti) e onde theta (che si trovano durante il sonno REM, quello in cui si sogna).

I benefici includono:

  • rilassamento profondo di corpo e mente, al punto che può essere utilizzato per favorire il sonno (una cosa che personalmente adoro e mi aiuta tanto)

  • aumento della consapevolezza corporea e dell’interocezione

  • aumento della capacità di capire le proprie sensazioni ed emozioni, e quindi regolazione emotiva

  • attivazione del sistema nervoso parasimpatico e quindi ulteriore rilassamento e riduzione dello stress con diminuzione dei livelli di cortisolo (e quindi anche di possibili stati infiammatori)

  • miglioramento del sonno

  • miglioramento della memoria

  • aumento della creatività

Esistono diverse scuole con tecniche diverse, ma generalmente una pratica include: arrivo, sankalpa (una affermazione positiva, non obbligatoria), rotazione della coscienza lungo il corpo, consapevolezza del respiro, opposti (non sempre), immagini (non sempre), libera immaginazione (non sempre), ripetizione del sankalpa (se usato), ritorno. La durata dipende, da 20 minuti a un’ora.

Restorative yoga

Questo tipo di yoga utilizza molti supporti (mattoncini, bolster, coperte, cinghie… ma anche oggetti trovati in casa come cuscini, asciugamani, coperte, sedie…) per permettere al corpo di riposare in totale rilassamento. Questo rilassamento fisico porta poi a un profondo rilassamento anche mentale ed emotivo. Il corpo è sostenuto in tutte le sue parti, azzerando o almeno riducendo al massimo le tensioni. Le posizioni, che sono 3-4 a pratica, sono tenute almeno 20 minuti l’una, in modo da permettere l’attivazione del sistema parasimpatico e uno stato di rilassamento profondo. Questo stato di rilassamento permette di riposare, di ridurre lo stress, di ridurre il dolore, aumenta la creatività, favorisce il sonno, ricarica di energia.

Una lezione dura 90 minuti ed è uno yoga che può essere praticato da tutt*. Questa lunghezza e la presenza di poche posizioni può far pensare a uno yoga noioso e/o difficile da fare (stare in una posizione per 20 minuti? Sembrano una eternità!), ma il corpo reagisce positivamente a questa riduzione delle tensioni e con esso la mente. E se siamo mentalmente meno stressati, siamo anche in grado di affrontare le nostre emozioni e ciò che ci teniamo dentro con più serenità e consapevolezza. Tutto questo può portare a un miglioramento della nostra vita. E se anche la nostra vita non venisse stravolta dopo solo una lezione, beh, ridurre lo stress è anche questa un’ottima cosa!

Yin yoga

Lo yin yoga agisce sul sistema connettivo (tendini, legamenti, fascia) con l’obiettivo di aumentare mobilità e flessibilità. Le posizioni sono tenute più a lungo (3-5 minuti) che in una pratica classica, rimanendo il più possibile immobili dopo aver trovato la giusta sensazione: quella che non è troppo poco ma non è neanche troppo intensa. Nella pratica possono essere usati supporti per aiutare a sviluppare l’intensità migliore per lo studente quel giorno.

Questo tipo di yoga agisce anche sui sistemi energetici del corpo, quelli che nello yoga sono identificati da prana, nadi e chakra, e che nella tradizione cinese sono identificati da chi e meridiani. Bilanciando l’energia, anche corpo e mente possono trovare o ritrovare l’equilibrio.

La fascia è una struttura membranosa che avvolge tutte le strutture del corpo e le mette in connessione, dalla testa ai piedi. Dà integrità al corpo e contiene diversi tipi di recettori che la rendono un organo sensoriale capace di dare informazioni propriocettive, dolorifiche, meccaniche. In seguito a traumi fisici (e non solo), la fascia può diventare più tesa, meno lubrificata, e si creano aderenze. Essendo la fascia un continuum, una tensione in una zona di essa porterà a tensioni e modificazioni anche in altre parti del corpo. Con lo yin yoga, possiamo andare a lavorare sulla fascia, rendendola di nuovo elastica, più lubrificata, e andando a eliminare eventuali aderenze. Sentire il proprio corpo più libero di muoversi e liberarsi di tensioni che possono essere anche emotive permette di arrivare a un benessere che non è limitato solo alla sfera fisica.

Aggiustare la posizione per trovare la giusta sensazione e rimanere immobili in questo stato che è leggermente oltre il comfort richiede concentrazione, permette di imparare ad ascoltare il proprio corpo e non andare oltre, mette di fronte al proprio ego e alla necessità che in tanti si ha di cercare sempre di fare “di più”. Ecco quindi che lo yin yoga può agire anche a livello psicologico.

Una lezione dura circa un’ora e prevede diverse posizioni da tenere per 1-3 o 3-5 minuti. Si entra nella posizione, muovendosi fino ad arrivare alla “giusta” sensazione, e poi si rimane immobili (a meno di sentire dolore, formicolii o altre sensazioni negative). Si esce poi dalla posizione lentamente e si sceglie una controposizione neutra, per bilanciare la tensione creata nelle strutture.

Si può praticare anche sulla sedia, sia per chi ha una mobilità ridotta che per chi vuole imparare a farlo magari in pausa lavoro alla scrivania… che per chi vuole fare yoga da un’altra prospettiva!

Tutte queste lezioni possono essere fatte in gruppo di persona, in gruppo online, da soli di persona, da soli online. In italiano ma anche in inglese. Interessat*?

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