Sono Cristina.
Ho trent’anni e un po’, due bimbe piccole, due gatti, un marito norvegese…
e l’idea che lo yoga debba essere accessibile a tutt* e una esperienza positiva.
Yoga per famiglie con bimb* piccol*… e non solo!
Bambini e bambine piccolissimi che fanno yoga? Ebbene sì! Insieme a mamma, papà e/o caregiver.
Messaggi, coccole, posizioni yoga e giochi in movimento, rilassamento, respirazione… c’è proprio di tutto! I bambini possono fare nuove esperienze, essere stimolati, iniziare a conoscere il proprio corpo e il mondo, coccolati da mamma… o papà! I caregiver possono imparare a conoscere meglio le proprie figlie e a sentirsi più capaci nel loro ruolo, possono prendersi cura di sé e ritagliarsi un’ora e mezza a settimana di tranquillità senza sentirsi in colpa. Possono anche trovare altri come loro e ricevere e dare sostegno, condividere le gioie e le “meno gioie” di questo percorso a volte faticoso.
In un clima sereno e giocoso, si ha la possibilità di stare insieme alla propria bambina e ad altri adulti che stanno vivendo quest’esperienza particolare che è far crescere… e crescere assieme… a bambin* dagli 0 ai 3 anni. Ma anche dopo, quando lo yoga può essere un valido supporto per comprendere meglio figli e figlie e per capirsi meglio a vicenda.
Yoga accessibile e informato sul trauma
Si dice che lo yoga sia per tutti… ma è davvero così? Molto spesso no. Per un motivo o per l’altro, molte persone si sentono escluse o fuori posto.
Lo yoga accessibile e informato sul trauma permette di creare una pratica in cui tutt* siano benvenut*, a prescindere dalle loro capacità fisiche, dal loro stato di salute, dal loro benessere psicologico in quel momento.
Non esistono ordini, non esistono “devi”, non esistono gerarchie di posizioni: il linguaggio usato invita alla sperimentazione, a entrare in contatto con il proprio corpo e a comprenderne i bisogni, a seguire ciò che si sente essere giusto in quel momento e a lasciar andare ciò che si percepisce come non utile.
In piedi, seduti su una sedia o su una sedia a rotelle, distese… in movimento oppure ferme… tristi, felici, in buona salute o con dolore cronico… standard o non standard (qualsiasi cosa voglia dire), chiunque può trovare un suo spazio nel mondo dello yoga.
Designed by Freepik
Yoga per bambini e adolescenti
I benefici dello yoga per bambini sono innumerevoli: migliora l’equilibrio e la coordinazione, aiuta ad aumentare attenzione e concentrazione, insegna tecniche (ad esempio di respirazione) che possono aiutare anche bambini più piccoli a calmarsi, stimola la capacità di ascoltare il proprio corpo con i suoi messaggi e le proprie emozioni…
E può essere praticato a casa, con un adulto o da sole, in gruppo come attività extracurricolare e anche all’interno della scuola, in collaborazione con le insegnanti.
Aiutare i bambini e gli adolescenti a crescere più consapevoli, con più strumenti per gestire le proprie emozioni e sensazioni, con la capacità di fermarsi e pensare prima di agire o reagire… avrà un effetto enorme sia sul loro futuro che su quello del mondo intero!
Yoga per persone disabili e/o malate croniche, e per la salute mentale
Molte persone che hanno una disabilità e/o una malattia cronica non riescono a trovare un posto nel mondo dello yoga: che sia per mancanza di preparazione di chi insegna, di accessibilità o di curiosità ed apertura mentale, molti si ritrovano esclusi.
Ma essere disabili non vuol dire non essere capaci di fare yoga! La pratica si può adattare in differenti modi per essere accessibile a corpi diversi e menti diverse.
Si può praticare distesi, sedute, sulla sedia a rotelle, con il sostegno del muro. Si può visualizzare la pratica senza muovere alcunché. Si può respirare e meditare e decidere di non fare asana. Si può praticare tenendo conto della presenza di dolore e del livello di energie.
Allo stesso modo, avere delle difficoltà psicologiche non vuol dire non poter beneficiare della pratica. Questa può essere adattata per chi soffre di depressione, di ansia, di sindrome da stress post-traumatico. Anche chi soffre di disturbi della condotta alimentare può trovare degli strumenti nello yoga che possano aiutarl* insieme a quelli forniti dai professionisti.
Se ci sono le opzioni, non possono esserci scuse: lo yoga È per tutt*.
Designed by Freepik
Yoga in gravidanza e nel post-parto
I corsi di yoga in gravidanza si focalizzano tanto sulla madre, sulla connessione con il bambino o la bambina in grembo, sulla forza della femminilità e la gioia di essere incinte… ma se non fosse questa l’esperienza che tutt* hanno?
Lo yoga può aiutare durante i cambiamenti del proprio corpo e a prepararlo e prepararsi al parto. Può aiutare a entrare in connessione con il figlio o la figlia, per chi ne sente il bisogno. Può aiutare a calmare i pensieri e la mente che corre al futuro.
Può anche donare uno spazio in cui non sentirsi madri, in cui essere se stess* senza la pressione di dover per forza amare ogni singolo istante della gravidanza. Perché la gravidanza non è facile per tutt* e perché non tutt* sono o si sentono madri.
Yoga per persone neurodivergenti
Una persona ADHD che fa yoga? Ma davvero?? Eh, sì, anche per chi è neurodivergente è possibile fare yoga.
Anzi, lo yoga può aiutare tanto le persone ND, ad esempio aiutandole a sviluppare l’interocezione, cioè la capacità di sentire cosa avviene all’interno del corpo e le sensazioni che questo dà come fame e sete, un processo che nella neurodivergenza è spesso carente.
Può anche essere utile a sviluppare delle tecniche per calmare il sistema nervoso in situazioni di sovrastimolazione, a tenere ancorata la mente iperattiva al presente, a lavorare su equilibrio e motricità.
Lo giuro: non è necessario stare seduti immobili per ore per fare yoga!
Altri tipi di yoga
Sono formata anche in yoga nidra, yin yoga e restorative yoga!
Designed by Freepik
Yoga nelle scuole
Lo yoga può essere utilizzato nel contesto educativo fin dai primi anni, all’asilo nido o nei nidi famigliari, passando per le scuole dell’infanzia e le scuole elementari, e arrivando alle scuole medie e alle scuole superiori. E perché no, anche all’università!
Si possono insegnare tecniche di respirazione e rilassamento che possono aiutare a gestire e riconoscere le emozioni già da piccoli. Si possono stimolare la socialità, il rispetto per l’altro, l’attenzione. Si può aiutare bambini e bambine a capire il proprio corpo, i propri pensieri e i comportamenti che possono derivarne.
E si può anche usare lo yoga come strumento per combattere il burnout e le difficoltà incontrate dal personale scolastico, che si ritrova sempre più spesso a far fronte a situazioni difficili e può aver bisogno di un’oasi di pace, anche fra i banchi di scuola.